Zanzare in casa

Perché arrivano le zanzare in casa e come ci trovano?

Nelle afose serate estive, non è raro che la nostra pace casalinga venga alterata da un fastidioso ronzio vicino all’orecchio. Ovviamente stiamo parlando proprio di loro: le zanzare. In questi casi, spesso, la reazione più immediata è quella di spegnere la luce, come se il buio allontanasse gli insetti e rendesse più difficile la nostra individuazione. Eppure, nella maggior parte dei casi, la puntura arriva comunque. 

Viene quindi spontaneo chiedersi: perché ho le zanzare in casa? E, soprattutto, come fanno a individuarmi anche al buio?

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Perché le zanzare entrano in casa?

Partiamo sottolineando una cosa non sempre ovvia: avere le zanzare in casa non è sinonimo di sporcizia o disordine. A incidere sono soprattutto la presenza di varchi d’accesso, eventuali raccolte d’acqua nelle vicinanze e, naturalmente, la presenza di persone.

Se l’ambiente intorno alla casa è favorevole, basta una finestra lasciata aperta al tramonto, una porta del balcone senza protezione o un piccolo strappo nella zanzariera perché una zanzara riesca a entrare.

Come abbiamo già visto nell’articolo sul ruolo delle zanzare, questi insetti attraversano differenti fasi di sviluppo prima di diventare adulti. Poiché larve e pupe vivono nell’acqua, difficilmente la stanza dove troviamo le zanzare è il luogo da cui cominciare l’indagine.

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Dove possono svilupparsi le zanzare vicino a casa?

Quando si cerca l’origine del problema conviene quindi volgere la propria attenzione alle aree esterne circostanti: balconi, terrazzi, giardini, cortili condominiali e grondaie poco visibili sono i posti da cui cominciare. In presenza di ristagni d’acqua, questi luoghi possono trasformarsi in veri e propri “allevamenti di zanzare”.

Anche quantità d’acqua limitate possono costituire un ambiente favorevole alle forme larvali di numerose specie. Nei periodi più caldi, infatti, le fasi di sviluppo di alcune zanzare possono svolgersi molto rapidamente. Sottovasi, annaffiatoi, secchi, ciotole lasciate all’aperto, teli che raccolgono acqua piovana, tombini e canalette ostruite meritano quindi un controllo regolare.

La zanzara tigre, inoltre, risulta particolarmente adatta agli ambienti urbani anche perché le sue larve possono svilupparsi in piccoli contenitori artificiali.

Ridurre o eliminare l’acqua stagnante resta quindi il primo passo per una prevenzione efficace. Nei casi in cui ciò non sia possibile, potrebbe essere necessario ricorrere ad appositi prodotti larvicidi presenti in commercio, avendo cura di rispettare tempistiche e indicazioni d’uso riportate in etichetta.

La luce attira davvero le zanzare?

Come spesso avviene con le domande complesse, la risposta corretta è: dipende.

L’idea che le zanzare siano attratte dalla luce non nasce dal nulla. Alcuni studi mostrano come determinate specie rispondano in modi diversi alla luce a seconda dell’orario, del colore e della composizione dello spettro luminoso.

Un esempio interessante viene da studi condotti su Culex pipiens, una zanzara comune anche in Europa. In condizioni sperimentali, questa specie non ha mostrato la stessa risposta verso tutte le luci bianche: una luce bianca a spettro più ampio è risultata più attraente di una luce ottenuta combinando LED rossi, verdi e blu.

Ciò non significa che basti cambiare la lampadina per risolvere il problema. La luce può fungere da indizio ambientale, ma difficilmente è una variabile determinante per guidare le zanzare fino a noi, perché rendere la stanza più buia non cancella le altre tracce che lasciamo: il respiro, gli odori, la temperatura corporea e il movimento.

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Come fanno allora le zanzare a trovarci?

Non c’è una sorta di unico “superpotere” che permette a una zanzara di individuare la sua “vittima designata”. Il processo funziona piuttosto come un sistema di rilevamento biologico: la zanzara combina ed elabora diverse informazioni presenti nell’ambiente.

A seconda del contesto, l’importanza di alcuni segnali può variare, ma, pur considerando le differenze tra specie (nel mondo se ne contano più di 3700), è possibile individuare alcuni elementi comuni ricorrenti: anidride carbonica (CO2), odori della pelle, movimento, calore, umidità e segnali visivi.

Il respiro: una traccia nell’aria

A ogni nostro respiro rilasciamo CO2 nell’aria. Questo gesto per noi automatico e invisibile costituisce per molte zanzare femmina il primo indizio sulla presenza di un possibile ospite. 

Anche se la CO2 non rivela con precisione in quale punto del divano siamo seduti, circoscrive una zona in cui poter trovare un animale o una persona. In poche parole, funge da segnale atto a mettere in moto la ricerca.

Gli odori: come influenzano le zanzare

Una volta avvicinatasi, la zanzara può orientarsi grazie agli odori secreti dalla nostra pelle. Sudore, sebo e sostanze trasformate dai microrganismi presenti sulla superficie cutanea contribuiscono a creare quella che potremmo definire come una firma odorosa individuale.

Non esiste una singola molecola magica che attira le zanzare, né vi sono individui universalmente irresistibili. Come in tutti i sistemi complessi, i fattori sono molteplici e la risposta può variare in base alla specie, al contesto ambientale e alla combinazione di odori presenti.

Per questa ragione, quando due persone si trovano vicine, può succedere che una venga punta, mentre l’altra sia quasi ignorata. Evitando semplificazioni eccessive, possiamo affermare che il “profilo odoroso” di una persona, in molti casi, riveste un ruolo importante nella scelta del bersaglio.

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Movimento, contrasto visivo, calore e umidità

Vi sono ulteriori elementi che permettono a una zanzara di individuare la presenza di una “preda appetibile”. Quando ci muoviamo, l'attività fisica aumenta la produzione di CO2 e acido lattico, creando correnti d'aria calda che fungono da autostrade sensoriali per l'insetto. Inoltre, a medio raggio il movimento continuo fa sì che la persona sposti masse d'aria e disperda sudore e calore corporeo. Questi stimoli termici e olfattivi, tra cui l'ammoniaca, attirano l'insetto.

A distanza ravvicinata, a fungere da guida per la puntura, entrano in gioco anche altri segnali: movimento, contrasto visivo, calore e umidità emessi dal corpo. In alcune specie studiate in laboratorio, come l’Aedes aegypti, anche la radiazione infrarossa associata al calore della pelle può contribuire alla ricerca dell’ospite.

Vale la pena sottolineare che l’attività motoria, aumentando la frequenza cardiaca e incrementando sudorazione e metabolismo, può renderci bersagli più riconoscibili rispetto a qualcuno a riposo.

Prima di spegnere la luce, guarda fuori dalla finestra

Anche se spegnere la luce può sembrare il gesto più ovvio e immediato, abbiamo visto che di solito ha un impatto quasi trascurabile sul problema.

Una zanzara in salotto è spesso un fastidioso invasore venuto da fuori: può essersi sviluppata in un sottovaso o all’interno di una grondaia, per poi entrare da una fessura o da una finestra senza protezione.

Prima di inseguire il ronzio per la stanza, vale quindi la pena di affrontare il problema alla fonte… d’acqua, ovviamente.